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Tirrenia CIN tra crisi e rinnovo della convenzione per la continuità territoriale

La bomba scoppia il 21 novembre quando, con una nota inviata alle Istituzioni ed alle Organizzazioni Sindacali, Tirrenia CIN annuncia la chiusura di ben cinque linee di collegamento tra le isole maggiori e la terraferma. Dal 1° dicembre sarebbero definitivamente interrotte le linee Napoli-Cagliari, Cagliari-Palermo, Civitavecchia-Arbatax-Cagliari, Genova-Olbia-Arbatax, Termoli-Tremiti. Secondo la compagnia di navigazione non è stata formalizzata la proroga fino al 28 febbraio 2021 della convenzione governativa sulla “continuità territoriale”, nonostante fosse stata prevista dal Decreto Rilancio. Con quella convenzione, scaduta alla fine di settembre, il Governo finanzia linee di collegamento con la Sardegna, la Sicilia e le Isole Tremiti che, altrimenti, sarebbero economicamente insostenibili nei mesi invernali ed in tutti i periodi che non coincidono con la stagione turistica. Insostenibili soprattutto per Tirrenia CIN, alle prese con i vincoli legati alle procedure ed alle decisioni dei commissari della vecchia Tirrenia e con la crisi del trasporto marittimo provocata dalla pandemia. La prospettiva che si delinea quel 21 novembre è di una crisi che porterebbe allo sbarco immediato di circa cinquecento marittimi, in larga parte cittadini della Campania, che si ritroverebbero senza paga e con la concreta possibilità che molti di loro restino esclusi dal sostegno degli ammortizzatori sociali. La preoccupazione dei Sindacati è fortissima. Immediatamente partono dalla Campania e da altri territori i comunicati delle Segreterie Regionali che chiedono un intervento immediato del Governo. Il 24 novembre sono le Segreterie Nazionali a sollecitare direttamente il Ministro dei Trasporti, l’On. Paola De Micheli. La macchina dello Stato, finalmente, si mette in moto.

Il 30 novembre il Governo annuncia che la Comunità Europea ha condiviso il percorso di rinnovo della convenzione e lo sblocco della proroga fino al 21 febbraio 2021, data entro la quale dovranno essere aggiudicati i bandi per l’affidamento dei servizi di continuità territoriale. Poche ore dopo un comunicato della Compagnia annuncia che, prendendo atto delle notizie in arrivo da Roma, la sospensione delle linee viene rinviata di alcuni giorni in attesa di nuovi passi del Governo. Passi che non tardano ad arrivare. Nella stessa giornata del 30 novembre il Ministro De Micheli annuncia alle Segreterie Nazionali che è stato raggiunto un accordo con Tirrenia CIN per la prosecuzione in proroga delle linee di continuità territoriale. Il 3 dicembre i vertici di Tirrenia CIN confermano l’accordo con il Governo sulla proroga fino al 28 febbraio 2021. Una buona notizia che, però, non cancella le preoccupazioni dei Sindacati per il futuro dei marittimi. Restano sul tavolo temi delicatissimi da affrontare prima che i bandi vengano pubblicati. Il nodo più intricato resta quello della tutela di tutti i posti di lavoro. I Sindacati chiedono da tempo, fin dall’incontro con il Ministro De Micheli del dicembre 2019, garanzie certe e l’applicazione di una clausola sociale realmente inclusiva per tutti i marittimi imbarcati su quelle linee.

La UilTrasporti, sostenendo queste richieste, ha chiesto al Ministro l’urgente convocazione di un tavolo tecnico per individuare in maniera certa i lavoratori che operano sulle tratte che verranno messe a gara e fissare criteri trasparenti per il passaggio di tutti i marittimi agli operatori che si aggiudicheranno le gare. L’altro tema da affrontare è quello della tariffazione agevolata per i residenti delle isole con cui va assicurata la continuità dei collegamenti, perché non è pensabile che il diritto costituzionale alla mobilità, a maggior ragione quando sostenuto anche da ingenti risorse pubbliche, sia poi limitato di fatto da tariffe insostenibili per i cittadini e gli operatori della logistica. I diritti costituzionali non possono essere limitati dalle logiche di un mercato, quello del trasporto marittimo, in cui operano armatori che in nome degli equilibri di bilancio non esiterebbero a sacrificare i bisogni primari della buona occupazione e della libera circolazione delle persone e delle merci. Bisogni che la UilTrasporti sostiene intervenendo a tutela delle condizioni dei marittimi a bordo, fornendo loro assistenza quando sono a terra, rappresentando loro e tutti i cittadini nel confronto con le Compagnie di navigazione e con le Istituzioni locali e nazionali. Difendendo con tenacia un principio sacrosanto: occupazione e trasporti sono diritti, non optional. Diritti esigibili per tutti, anche e soprattutto per i marittimi di Tirrenia CIN che non dovranno pagare il prezzo di una crisi aziendale legata solo in parte alla complicata vicenda del rinnovo della convenzione governativa per la continuità territoriale.

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