La street art a Napoli è diventata un’attività di tendenza; da Montesanto ai Quartieri Spagnoli, dal Vomero a Materdei, da Ponticelli a San Giovanni, ovunque in città si trovano vere e proprie opere d’arte sui muri degli edifici. Artisti contemporanei come Roxy in the box, Ciop&Kaf, Jorit, Bosoletti, Exit Enter e tanti altri della street art hanno lasciato il loro “segno” sui muri della città di Napoli. Famosissimi i ritratti del santo patrono della città, San Gennaro, murales dipinto su una parete all’inizio di Forcella, quello di Diego Armando Maradona nel quartiere di San Giovanni a Teduccio; lavori realizzati dal popolarissimo street artist napoletano, Jorit Agoch, i cui soggetti preferiti da ritrarre sono proprio i volti. Ma in un contesto storico nel quale si parla, continuamente, di eco – sostenibilità, responsabilità nell’utilizzo delle risorse, lotta all’inquinamento, anche nell’arte di strada in città arriva la svolta green: è stato inaugurato infatti a Napoli, nel quartiere Fuorigrotta, il primo murales green della città che quotidianamente neutralizzerà lo smog prodotto da 160 macchine in un giorno. Sarà come aver piantato degli alberi di alto fusto lungo il viale. Il murales, di 360 mq, ideato e realizzato per la scuola secondaria di primo grado, “Cariteo Italico”, si intitola “unlock the change”, sblocca il cambiamento, e raffigura una bambina che apre il portone del vecchio mondo inquinato alle nuove idee di sostenibilità e di economia positiva. L’opera è stata realizzata dall’artista Zed1 e commissionata a Yourban 2030 da B Corp, benefit corporation, all’interno della campagna Unlock the change.

L’associazione Yourban 2030 è un’associazione no profit che si dedica ai temi dell’ambiente e della sostenibilità attraverso l’arte e le nuove tecnologie green. Nata a Roma nel 2018, ha una sede anche a New York e da 4 anni porta avanti progetti di grande impatto comunicativo, come i famosi murales green realizzati con tecnologie fotocatalitiche in grado di assorbire e neutralizzare alcuni agenti inquinanti del traffico veicolare. A Roma, l’associazione ha realizzato il più grande murales green d’Europa, Hunting Pollution, e altri 5 murales green, compreso uno ad Amsterdam. Nella realizzazione del murales Zed1 è stato supportato da altri due giovani e talentuosi artisti: Luca Zeus40, artista di fama internazionale, fondatore del festival Back to the style e membro dell’associazione Bereshit molto attiva all’interno del territorio partenopeo sulle produzioni di street art, e Giovanni Anastasia, altro giovane e promettente artista napoletano. Non è la prima forma di street art che a Napoli viene realizzata a ridosso di plessi scolastici: sempre il famoso street artist Jorit ha regalato da poco, alla città, un’altra speciale opera.

Il murales, realizzato sulla facciata dell’Istituto tecnico Righi, sempre nel quartiere Fuorigrotta, accompagnato da un testo tratto da “Uccellacci uccellini” del grande Pier Paolo Pasolini, è dedicato a Fëdor Dostoevskij. Questa volta, scopo della realizzazione è la promozione della pace e, per questo, l’artista ha deciso di immortalare lo scrittore e filosofo russo proprio dopo lo scoppio della guerra russo-ucraina e la polemica scatenata dalla sospensione del corso a lui dedicato all’Università Bicocca di Milano. Tutte queste nuove forme artistiche, prima etichettate negativamente e considerate atti di vandalismo finalizzati ad imbrattare i muri, oggi sono considerate manifesti di un sentimento comune e fanno parte di un rinnovato patrimonio socio – culturale in linea con le tendenze della contemporaneità. Dai graffitari si è passati, dunque, ad una new age of artists.

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