Quando si parla di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, tendo ad essere sempre imparziale poiché riconosco la mia smisurata tendenza di parte, nel considerarlo il cantautore più eclettico del panorama musicale italiano degli ultimi trent’anni. A supporto delle mie tesi vi è, tuttavia, una lunga carriera cominciata alla fine degli anni ottanta e che ancora oggi permane scandendo tappe di vita dei suoi scatenati fan.

Quello di Lorenzo è un percorso artistico di tutto rispetto nel quale non è mancata gavetta, sudore e tanta grinta nel sapersi di volta in volta reinventare sperimentando ed adattando generi musicali, sound e collaborazioni, in un continuo vortice di cambiamenti, il cui unico scopo è stato sempre e comunque quello di rimanere traccia indelebile nel cuore e nella memoria del tempo. Da semplice disc jockey di provincia ha scalato vette di classifiche nazionali e non, con la sua inconfondibile impronta di eterno Peter Pan che fa di lui e della sua arte canora l’idolo indiscusso di intere generazioni che, come me, l’hanno seguito dal lontano 1988 con il suo primo singolo di successo “E’ qui la festa” fino al “Boom” di oggi.

Il suo è un impegno sociale a tutto tondo poiché alla musica associa, da anni, il sostegno alle campagne di solidarietà dei paesi economicamente più deboli mediante raccolte fondi derivanti dai proventi dell’acquisto dei biglietti dei tour. L’amore per l’America latina lo porta infatti a dar vita a continui spunti creativi che possano in qualche modo essere spinta propulsiva di vicinanza umanitaria, verso i meno fortunati e quindi: beneficenza per la costruzione di un ospedale in Messico, supporto sanitario con Emergency durante la Guerra del Kosovo, movimento per la cancellazione del debito ai paesi del Terzo Mondo ma anche campagne autoctone come quelle per la tutela delle acque del Gran Sasso o il concerto di beneficenza in favore della ricostruzione dei territori post terremoto dell’Emilia; tutte iniziative il cui comune denominatore è la musica, intrisa di tematiche impattanti quali il pacifismo, la globalizzazione, la giustizia dell’equità tra popoli ed etnie ma soprattutto l’ambientalismo che è da sempre la sua ideologia portante in ogni iniziativa.

E’ questo Jovanotti, un vortice di energia ed umanità che trasporta sui palchi dei suoi esilaranti tour, che io amo definire “esperienziali”, poiché chi vi partecipa resta colpito dalle emozioni indelebili che solo un “Don Chisciotte” come lui riesce a metter su nel suo “Salone delle feste”: ed ecco che ogni show è connubio perfetto di componenti molteplici e variegate che tuttavia da meticoloso artista sa sempre armonizzare sapientemente e combinare senza mai risparmiarsi o lesinare. E allora lo vedi volteggiare, saltare, sudare, ballare e non puoi credere che ci riesca per davvero per tutte le tappe dei suoi fenomenali concerti perennemente sold-out.

Trascinatore di masse, comunicatore di impatto, mediatore di ideali che con la sua “zeppola” di cui lui stesso fa un punto di forza mediante autoironia, è diventato nel tempo icona di giovani e non solo, sempre affiancato e sostenuto dal suo fan club “Soleluna”. Oggi grazie alla potenza mediatica dei social, alle cui logiche il cantautore si è prontamente adeguato, è entrato ancor più dentro la quotidianità dei suoi followers e a suon di dirette Instagram e Facebook o di un Tweet o Tik Tok, condivide parte del suo mondo artistico e personale allineandosi alle dinamiche sociali della “gente comune”.

E’ su tali premesse che oggi il suo nuovo singolo “Il Boom” si erge come solenne inno alla vita, quella esplosiva, imponente, festosa della “tribù che balla” che prima nel 2019 e speranzosa per la prossima estate 2022 popolerà le spiagge del big event “Jova Beach Party”. Non una normale tournée ma un visionario e folle itinerario marittimo in giro per le spiagge italiane che per l’occasione diventano teatro di riqualificazione ambientale nonché di un progetto ecosostenibile di grossissimo impatto. “Ri-Party-Amo” questo lo slogan cornice del fantastico viaggio musicale che, epidemia permettendo, spiegherà le vele agli inizi di Luglio, nelle giornate del 2 e del 3, con la doppietta a Lignano Sabbiadoro alla “Spiaggia Bell’Italia” per chiudere in bellezza all’aeroporto di Bresso a Milano e che qui in Campania farà nuovamente risplendere il litorale domizio il 26 e 27 Agosto, sulla “Spiaggia Lido Fiore” di Castelvolturno.

Riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero le 4 “R” che sosterranno e promuoveranno la pulizia ed il ripristino di 20 milioni di metri quadri tra spiagge, laghi, fiumi e fondali. Una macchina che vedrà impegnate centinaia e centinaia di risorse tra operatori del settore dell’intrattenimento nonché imprenditori locali delle start up legate alla cultura dell’eco sostenibile, nelle differenti forme presenti all’evento, oltre che volontari di ogni genere e grado che si mobiliteranno per la pulizia del territorio pre e post concerto.

E se gli ultimi due anni sono stati motivo di profonda riflessione sull’importanza dei concetti di “normalità”, “convivialità”, “vicinanza”, “priorità”, noi tutti ci auguriamo che quelli del nuovo album di Lorenzo non siano soltanto dei pezzi da passare alla radio ma facciano da mantra di buon auspicio affinché guidati dal nostro “capo della banda” possiamo intonare fieri e liberi da ogni impedimento…ragazza magica, la Primavera arriverà perché sono un ragazzo fortunato e penso positivo nella notte dei desideri, morirò d’amore e non hai visto ancora niente… NOI SIAMO GLI IMMORTALI”.

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