L’incessante tiro alla fune tra Sindacati-battaglieri e Governo-assenteista stalla in una fase di totale menefreghismo e disinteresse sociale da parte di chi invece dovrebbe battersi per evitare che questa situazione degeneri in uno scempio di risonanza mondiale. Sì, perché quello dei licenziamenti, 1.322 nel caso dei dipendenti dell’ex compagnia aerea sardo-qatariota Air Italy, è un argomento molto sentito in ogni dove, ma quando si discute nel nostro Paese sembra sempre che tutto svanisca, vaporizzato dallo scoppio dell’enorme bolla di sapone creatasi nel tempo.  

Si susseguono infatti tavoli e riunioni in cui la situazione evolve in un crescendo di aspettative poi confermate o smentite in quelle che sono le puntate successive di un sequel raccapricciante e a dir poco sconcertante. Il punto centrale è: il futuro dei Lavoratori, non può e non deve dipendere da decisioni partorite in via emergenziale. Operando infatti una breve digressione, risulta facile affermare che quello aereo è un settore che nel nostro Paese da troppo tempo viene trascurato al punto da non essere considerato, come per altre realtà europee e non, un punto di forza economica. Seppur strategicamente legato al turismo esso nel tempo non ha saputo mantenere il passo alle sfide poste dalla rapida evoluzione del mercato a causa, da un lato dell’inferiorità dimensionale dei vettori rispetto a quella dei concorrenti internazionali, dall’altro le debolezze strutturali che comportano costi superiori alla media europea del settore.

Da ciò, ad oggi in Italia risultano essere operative solo tre compagnie aeree: ITA Airways, Neos e Air Dolomiti. Ad esse se ne aggiunge una quarta, Ego Airways, che tuttavia attualmente è operativa ma non su rotta commerciale. Vi è poi un’unica operante nel settore cargo, cioè la compagnia aerea Alis Cargo, che fa capo ad Alcide Leali ex patron di Air Dolomiti. Sulla base di quanto esposto è facile comprendere come la riflessione su queste tematiche debba essere ad ampio spettro e non quella del breve periodo poiché ciò che di catastrofico accade oggi è pur sempre da indagare in quanto trascurato negli anni passati.

Ecco che la sfida dei Sindacati che domani, 11 Gennaio, saranno nuovamente pronti a scendere in piazza Santi Apostoli a Roma al fianco delle Lavoratrici e dei Lavoratori sarà sì l’ennesimo pugno duro contro il NO ai licenziamenti, ma dovrà servire come monito affinché si aprano intese con le Istituzioni che puntino al rilancio di un intero comparto, da troppo tempo abbandonato al mercato del miglior offerente/sciacallo durante il periodo delle macro crisi. Basti pensare che nelle prossime settimane saranno decisive le azioni intraprese per i due rami handling e manutenzione su cui, lanciate le rispettive gare, nel primo caso aleggia come acquirente il colosso Swissport, mentre sull’asset manutentivo sembrerebbe auspicabile l’alleanza ITA -Atitech- Lufthansa Technik Milano, con l’aggiunta di Leonardo, che in tal modo andrebbe a dar vita ad un vero e proprio polo di eccellenza totalmente tricolore.

Dunque, se la lectio popolare degli antichi proverbi è indiscussa regola di vita, tutti noi di fronte a queste piaghe sociali dobbiamo batterci compatti e coesi, perché seppur vero che… “chi fa da sé fa per tre” è altrettanto valido sostenere che “l’unione fa la forza e…. “chi si ferma è perduto”!

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