Napoli, 23 novembre – Arriva nella città partenopea la campagna di sensibilizzazione “Zero morti sul lavoro” con il suo truck parcheggiato in piazza Mercato, una delle piazze più antiche di Napoli: proprio qui, in questo luogo simbolo delle vicende partenopee, si parte per dire basta alle stragi sul lavoro, per cercare di fermare una problematica a dir poco indegna per un Paese civile. Uil in tour. Per ridisegnare l’Italia, per confrontarsi e costruire un futuro basato sul lavoro, sulla sicurezza e sullo sviluppo. Al centro dei riflettori una campagna di informazione del Sindacato che ha lo scopo di sensibilizzare, avvicinare le persone, i pensionati, i lavoratori e le lavoratrici, i giovani, gli studenti, per ascoltare le loro proposte, raccogliere richieste, per far comprendere che la tutela della vita viene prima di ogni altra cosa. Gli incidenti fatali sul lavoro continuano a verificarsi, da qui nasce la necessità della Uil di incentrare il dibattito sul tema della sicurezza e del lavoro. È necessario individuare fattori di rischio e nocività e lavorare nell’ottica di arginarli, cercando di partire dal cambiamento culturale rispetto al valore della salute, in un Paese che sembra ancora destinato a una produzione industriale basata sul basso costo del lavoro e sulla scarsa sicurezza nei luoghi dove le attività vengono svolte.

Uomini e donne che ancora svolgono le proprie attività senza dispositivi di protezione individuale, senza alcuna minima protezione dai rischi, mettendo a repentaglio la propria salute e sicurezza. Aziende che non forniscono mezzi idonei a prevenire incidenti, inadeguatezza degli organi di controllo che regna sovrana e concorre inevitabilmente a non tutelare i lavoratori, con conseguenze spesso, irrimediabili. Il problema viene rappresentato da un gioco a somma zero, in cui per difendere salute e sicurezza si accetta perdita di occupazione, precarietà, e soprattutto mancanza di sicurezza sul posto di lavoro. Il cosiddetto dilemma del “meglio lavorare senza sicurezza piuttosto che non lavorare”, senza poi considerare che si rischia e si scherza con la vita umana. E questo non lo possiamo più accettare. Non possiamo più sentir parlare di mera fatalità. Le misure adottate non sono sufficienti perciò è fondamentale intervenire di più sulla prevenzione e la formazione dei lavoratori, incidere sulla cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro che è ormai diventata una responsabilità collettiva. Serve mettere a rete il rispetto delle normative, la formazione necessaria per fare prevenzione e invocare sempre più attenzione da parte dei lavoratori. Bisogna vigilare nelle aziende, sospendere quelle che violano le norme sulla sicurezza, servono ancora più ispezioni e occorre inasprire le pene.  Come stabilito dal D.L.gs 81/08 e ribadito dall’Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016 la formazione sulla sicurezza è obbligatoria per tutti i lavoratori ma bisogna informare ancora di più sui rischi a cui si va incontro, istruire sull’utilizzo di attrezzature e conoscere le procedure di prevenzione dell’azienda per dotare i lavoratori di conoscenze e competenze adeguate atte a gestire e risolvere situazioni di emergenza.

La Uiltrasporti Campania in Piazza Mercato per la campagna di sensibilizzazione “Zero Morti sul Lavoro”

Occorre maggiore sinergia e omogeneità di azioni tra tutti gli enti e le istituzioni, preposti a fare controlli e a programmare attività in materia, in piena collaborazione e nel rispetto delle rispettive competenze. Ognuno deve fare la sua parte. Ognuno deve fare di più. E in quella piazza dove sventolavano palloncini e bandiere blu, il popolo della Uil, tra giovani, pensionati, lavoratori e lavoratrici, era riunito per invocare il rispetto della vita che non ancora è un diritto acquisito. La battaglia sarà fatta sulle diseguaglianze sociali che ancora esistono nel nostro Paese ed il Sindacato è l’unico che ancora oggi è pronto a scendere in piazza per rivendicare i diritti dei lavoratori. Questo è il vero Sindacato che ci piace.