PROCIDA – Con il claim “Procida sei tu”, l’Amministrazione comunale ha lanciato, in questi giorni, il programma volontari per “Procida Capitale italiana della cultura 2022”. Compilando l’apposito form sul sito ufficiale https://www.procida2022.com/ ci si può candidare per entrare a far parte della cittadinanza allargata chiamata, ciascuno con il proprio fondamentale contributo, a realizzare il programma culturale, costituito da oltre 300 eventi, che partirà il prossimo 22 gennaio e attraverserà l’intero anno.

I volontari saranno coinvolti in un percorso di sperimentazione di metodi di lavoro inediti per diventare parte attiva di un processo generativo che – attraverso un anno di incontri, connessioni, occasioni di espressione e riflessione – lasci un’importante eredità culturale all’isola di Procida. Il programma di volontariato culturale per Procida 2022 prevede, in particolare, un percorso di formazione “peer-to-peer”, assicurato – tra l’altro – da uno scambio di “know how” attraverso sessioni d’incontro con i volontari di Matera 2019, Parma 2020/21 e altre realtà internazionali, a cominciare dalla rete dei coordinatori dei volontari delle Capitali europee della cultura (ECOC). Percorsi formativi che consentiranno al volontario culturale di Procida 2022 di ricoprire ruoli fondamentali nell’accoglienza e nell’informazione, ma anche di gestire, supportare e promuovere la cultura in ogni sua forma a beneficio dell’intera collettività, mettendo a disposizione della comunità il proprio tempo e le proprie competenze.

Il percorso creativo e collaborativo di Procida 2022” – spiega il direttore di Procida 2022, Agostino Riitano – “vuole essere soprattutto un laboratorio attivo di condivisione e co-creazione. Un progetto generato e partecipato in primo luogo dalla comunità procidana, nucleo centrale e fondante di tutto il processo di sviluppo culturale, una comunità pronta ad accogliere i nuovi cittadini temporanei che aderiranno al programma volontari e che contribuiranno in modo determinante al successo del programma“.

Guglielmo Taliercio

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