È sabato, 16 ottobre, una giornata piena di sole ma il primo freddo si fa già sentire. C’è fermento nel cuore, c’è la strana sensazione di tornare a fare qualcosa che è mancata da tanto tempo, da quasi due anni: un riappropriarsi di un pezzetto di vita, finalmente un appuntamento a cui non si può mancare, una bandiera posata lì, nel cantuccio della propria casa, ma sempre con la speranza di poterla riprendere per sventolarla in cielo. La possibilità di incontrarsi con i colleghi e amici di sempre, con la consapevolezza di andare insieme a perseguire un unico obiettivo, manifestare, protestare, gridare ad alta voce, scendere in piazza, riappropriarsi del proprio spazio. Tutti diretti verso la capitale, in una piazza gremita di persone, piazza San Giovanni, che deve il suo nome alla maestosa basilica papale di San Giovanni in Laterano, la cui origine risale al tempo di Costantino. In questa splendida cornice una miriade di persone: palloncini celesti, verdi e rossi dominano lo splendido scenario a ridosso delle mura della città di Roma: bandiere del Sindacato svolazzanti, cappellini, fischietti, foulard e striscioni. Democrazia, Lavoro e Partecipazione. Questo rivendicano le Organizzazioni Sindacali e tutti i Lavoratori di ogni sigla di categoria in questa giornata così importante: la Uil insieme alla Cgil e Cisl in un sit in per rispondere alle recenti aggressioni e violenze squadristiche verificatesi sabato scorso in occasione della manifestazione “No Green Pass” e oggi, in quella stessa piazza di sabato scorso, tutti insieme per una manifestazione nazionale antifascista a favore del lavoro e della democrazia.

Perché quello che è accaduto la scorsa settimana è una vera e propria ferita democratica, un atto che ha violato il mondo del lavoro e i suoi diritti. Perché un attacco ad una sede di un’Organizzazione Sindacale è un gesto violento, inaudito e deprecabile e quelle immagini di violenza a cui abbiamo assistito sono inaccettabili. Perché la violenza genera violenza. Perché per qualsiasi ragione si siano compiute determinate azioni, queste restano comunque atti ingiustificabili.

Perciò si scende in piazza. Perciò si è cercato l’unico modo democratico di reagire contro la violenza di queste frange estremiste che bisogna assolutamente arginare e fermare. L’assedio alla sede della Cgil ha portato le lancette della storia indietro di un secolo, agli inizi dell’epoca fascista, il momento più buio della vita del nostro Paese, al biennio nero (1921/22), quando si verificò la distruzione delle Camere del Lavoro, delle cooperative e Case del Popolo, quando i fascisti attaccarono il movimento operaio e le istituzioni della Stato liberale. E questa storia a noi fa paura. Quello che è accaduto giorni fa non deve assolutamente rientrare nella teoria dei corsi e ricorsi storici. Non si tratta di green pass. Non si parla di no vax. Non vogliamo giudicare, non vogliamo entrare nel merito della questione ma l’attacco ad una sede sindacale è una cosa che non si può tollerare.

Pertini diceva che il fascismo non è una opinione, è un crimine“, dichiara il Segretario Nazionale della UIl Pierpaolo Bombardieri, e continua “questa di oggi è una piazza democratica e antifascista. In questa piazza c’è la nuova Resistenza e nelle nostre sedi sindacali e nei nostri luoghi di democrazia non c’è spazio nè per squadristi, nè per violenti. Ricostruiamo l’unità del Paese, la resistenza da cui è nata la nostra Carta Costituzionale è stata una guerra di popolo e oggi dobbiamo concentrarci a costruire un percorso insieme fatto di democrazia, lavoro e partecipazione. La partecipazione è lo strumento con cui costruire un Paese migliore, la democrazia per dare un futuro diverso ai nostri giovani, il lavoro lo strumento per migliorare la qualità della vita. Uil, Cisl e Cgil per pretendere un futuro dignitoso, un futuro diverso da quello che stiamo vivendo“.

La violenza e lo squadrismo vanno combattuti e abbiamo il dovere di difendere la democrazia che negli ultimi 40 anni siamo riusciti a costruire, evitare a tutti costi che si ricada in un baratro senza fine: il fascismo va combattuto, restiamo persone che credono nella libertà e nella democrazia e che lottano quotidianamente per difendere questi valori che fondano la nostra Costituzione. La manifestazione di oggi ha dimostrato che il Paese non ha bisogno di comportamenti irresponsabili. Sabato scorso si sono verificate deprecabili azioni da parte di delinquenti. Oggi, a distanza di una settimana, Piazza San Giovanni a Roma è stata la piazza del Popolo Sindacale e di tutti coloro che credono che, nonostante la situazione critica e di emergenza che il nostro Paese sta attraversando da quasi due anni, la democrazia resta l’unica forma di governo a cui si vuole auspicare. La Uiltrasporti Campania c’era. Gli uomini e le donne della Uiltrasporti Campania hanno innalzato in cielo quelle bandiere e gridato Mai più fascismi. E lo faremo sempre, perché i mostri noi siamo abituati a combatterli.

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