Alla Corricella, il borgo marinaro più antico di Procida, proprio dove c’è la Locanda del celebre film il “Postino” è stata dedicata una piazza a Massimo Troisi, così come la strada che porta alla spiaggia di Pozzo Vecchio, oggi conosciuta dai turisti, anche stranieri, come la Spiaggia del Postino. Proprio lì, su questa splendida isola, sorella minore di Capri ed Ischia, location di uno tra i film più belli e intensi del cinema italiano, Massimo Troisi e il registra Michael Radford decisero di girare la trasposizione cinematografica del romanzo “Il postino di Neruda” scritto dal cileno Antonio Skàrmeta. Una storia di amicizia, di amore, un racconto che narra le vicende di un uomo semplice e generoso, l’incontro tra il grande poeta Pablo Neruda e Mario il postino (Massimo Troisi), che grazie alla poesia inizierà a guardare il mondo con nuovi occhi. Il personaggio di Troisi viene infatti incaricato di consegnare la posta a Neruda ed è l’unico postino di un villaggio dove la popolazione è in gran parte analfabeta. Tra una lettera e l’altra Mario resta affascinato dall’artista e con lui impara a discutere di poesia e metafore mentre cresce la loro genuina amicizia. Sarà proprio il poeta ad aiutare, infatti, il ragazzo a conquistare a suon di versi la donna che ama. Una storia delicata, commovente e profonda resa indimenticabile dal genio di Troisi.

Un film che oggi è ricordato come il film testamento di Troisi, l’attore morì infatti nel sonno solo poche ore dopo la fine delle riprese. E questa isola del film di Troisi descrive un luogo di vaga bellezza, un posto non frequentato da barche eleganti ma da pescatori e barconi mercantili, con case severe e dipinte con colori rosati o cinerini, come conchiglie. Un’isola enigmatica, di una bellezza senza eguali, con una natura selvatica, con strade e vie tra sentieri impervi, dove c’è un silenzio assordante, tra il mormorio del vento e del mare che somiglia al respiro della libertà. Proprio quel mormorio che Troisi, nel film, registra con il magnetofono, e che fa da colonna sonora alla scoperta della dimensione poetica del mondo. Una magnifica musica composta da Luis Bacalov, compositore argentino con una melodia commovente e delicata, che accompagna i passaggi più toccanti del film, e il viso tirato e sofferente di Troisi, ma come sempre straordinariamente espressivo. Emozioni eterne. Grazie ad un artista eterno. Grazie ad un’isola eterna.

Ed è proprio Procida, con il suo immenso paesaggio, a fare da sfondo a questo capolavoro cinematografico, un’isola già protagonista dell’”Isola di Arturo” romanzo di Elsa Morante. Troisi rimase affascinato da Procida e nel maggio del 1994 decise di girare il suo film diventando un procidano di adozione. Sono principalmente quattro i luoghi dell’isola in cui si svolge la storia: Marina di Corricella, la spiaggia di Pozzo Vecchio (detta ormai la spiaggia del postino), la locanda del postino e le colline che costituiscono la coda dell’isola. E in quella zona chiamata Marina Corricella, piccolo villaggio di pescatori e borgo in cui si svolge la storia, negli anni successivi al film sono avvenuti vari cambiamenti e rifacimenti che non ne hanno fortunatamente intaccato il fascino: le mura delle abitazioni restano sempre solide e dai vivi color pastello, esaltati ancora di più dal colore cristallino del mare di questo piccolo gioiello incontaminato del golfo di Napoli.

Procida non tradisce nemmeno per un attimo e si mostra in tutta la sua bellezza, confermandosi location perfetta per catturare l’animo sensibile di Troisi che in una delle scene più toccanti del film cerca di raccontare a Neruda l’isola, attraverso i suoni delle onde, del vento, del cielo, che sono queste poi le vere ragioni per cui amarla. E come si fa a non amare un’isola del genere. Come si fa a non restarne affascinati, ammaliati. Se oggi Massimo potesse sapere che proprio la sua amata isola è diventata Capitale Italiana della Cultura 2022 ne sarebbe sicuramente entusiasta e non solo per i suoi legami con l’isola ma perché Procida, impossibile non ammetterlo, è uno dei luoghi che rende l’Italia un posto meraviglioso.

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