Questo è un messaggio per (quasi) tutti voi adulti da parte di una ragazza di (quasi) 18 anni. Cercherò di essere breve e concisa- ma in ogni caso non mi importa, tanto di tempo ne avete.

Sono profondamente arrabbiata con voi. Non solo ci lasciate quotidianamente un mondo che fa sempre più schifo, ci stroncate ogni spirito di ribellione definendolo “un capriccio adolescenziale”; dopo averci rimbeccato di non prendere sul serio la quarantena “perché dovete uscire ad ogni costo” facendo girare video precedenti alla prima ordinanza di Conte, stamattina eravate tutti per strada, accalcati fuori ai supermercati e ai forni, per la vostra spesa di Pasqua.
Brutto, eh, dover passare Pasqua, il 25 aprile e il 1º maggio in casa? Immaginate quanto sarà brutto quando il presidente Conte, il 4 maggio, dirà che la quarantena è stata prolungata ancora, e ancora. E sapete questo perché?
Perché mentre io sto passando uno degli anni della mia fugace giovinezza nelle quattro mura di casa mia, tra l’altro con un disturbo depressivo incombente sulla mia testa che potrebbe manifestare i suoi sintomi da un momento all’altro, senza vedere i miei amici o il mio fidanzato da più di un mese, né sapendo quando potrò riabbracciarli di nuovo, voi non riuscite a stare nella vostra comoda casa dove l’amore della vostra vita (si presume) è sempre lì ad aspettarvi, ci sono tutti i vostri comfort e tutto sommato non dovete fare altro che continuare a vivere come avete sempre vissuto, al massimo risparmiandovi di andare ad un lavoro che probabilmente odiate.
“La gente muore ogni giorno e tu stai male solo perché non puoi uscire”, non evitate mai di ricordarmelo. E allora penso che siete doppiamente stupidi. Non riuscite a capire che potreste finire in ospedale da un giorno all’altro? E se proprio non vi frega di voi, non pensate a tutti i vostri parenti? Ai più anziani? Dobbiamo davvero perdere i nostri nonni solo perché i nostri genitori e zii dovevano vitalmente organizzare la braciata di Pasquetta nel cortile?

Mi avete detto, e l’avete detto a tutti noi giovani ogni volta che ci riunivamo in piazza per manifestare contro qualcosa che voi ci avete lasciato, che la nostra era una causa persa. Ma questa non può e non deve esserlo. Ne va di mezzo la nostra e anche la vostra salute- fisica e mentale. Non la vogliamo perdere la nostra voglia di protestare contro quello che non va. E’ vietato calpestare i sogni..i nostri ma anche i vostri..

Non lo vogliamo perdere il nostro diritto di vivere.
Dimostrate, per favore, di essere maturi almeno quanto la maggior parte di noi.
STATE A CASA!
Irene Mascia