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ANM e il servizio di trasporto che non va. I veri colpevoli del fallimento

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Treni stracolmi. Treni come carri bestiame. Treni dove il distanziamento sociale non esiste, proprio in un momento come questo, quando si rischia la vita per un maledetto virus che continua a mietere vittime, treni obsoleti con una età media di 25 anni, 40% di lavoratori di front line in meno rispetto al fabbisogno reale, nessun piano di investimento per le manutenzioni, processi riorganizzati sottoscritti con Comune di Napoli e Azienda Anm in cui si palesava e annunciava, in pompa magna, un piano di rilancio aziendale in realtà mai partito. Come vogliamo chiamare tutto ciò? Fallimento, disfatta, catastrofe, tracollo?

Incompetenza. Questa è l’unica cosa che ci viene in mente. L’incompetenza. E quando l’incompetenza gestionale di chi è capace solo a trovare capri espiatori ed è bravo solo ad additare la colpa del fallimento del suo operato a qualcuno di più debole, solo per salvarsi la faccia, predomina sugli interessi dei lavoratori che fanno un’azienda, dei cittadini che vivono un territorio e di un territorio che è affamato ed assetato di un efficiente trasporto pubblico..beh, se tutto questo avviene significa che è arrivato il momento di cambiare rotta. Perché a pagare non devono essere sempre e solo loro, i lavoratori, la parte più debole di un sistema che ormai fa acqua da tutte le parti. Il trasporto pubblico che eroga l’Azienda Napoletana Mobilità non va bene? È colpa dei lavoratori. I treni non ci sono e quelli che ci sono non vanno bene? È colpa dei lavoratori. Le regole non vengono rispettate? È colpa dei lavoratori. Le persone si ammalano di Covid 19? È colpa dei lavoratori. Il rilancio dell’azienda non avviene? È colpa dei lavoratori. E poiché è sempre colpa loro non dovrebbe più sorprenderci che questa politica gestionale scellerata e bieca utilizzi scuse per il proprio operato e accuse per quello altrui, solo e unicamente per camuffare la propria incompetenza. E invece.. non finiremo mai di imparare e di stupirci. Perché stavolta i lavoratori sono stati definiti CRIMINALI, come se i criminali fossero loro, colpevoli di delitti gravi nei confronti di singoli o della collettività. Perché se gli 11 agenti di stazione della metropolitana della linea 1 e i 4 capiservizio delle Funicolari non si fossero ammalati tutti nello stesso giorno, sicuramente il trasporto pubblico che eroga l’azienda ANM avrebbe rappresentato, come sempre, il vero indice di civiltà del nostro territorio. Proprio questi criminali che anche quando l’intero Paese era in lockdown, sfidando la sorte e con una paura ingestibile in corpo, hanno aperto le stazioni e hanno fatto camminare i treni garantendo quel servizio pubblico necessario a chi, per forza, in quei giorni doveva usufruirne. Proprio questi criminali che ci mettono nel loro lavoro la faccia e la passione, ogni giorno, che anche in assenza di condizioni ottimali e confacenti cercano di garantire il loro lavoro indiscutibilmente. I criminali sono loro? Ma siamo sicuri? O i criminali sono coloro che inducono all’istigazione alla violenza contro questi lavoratori? O i criminali sono coloro che il trasporto non lo sanno gestire? Di chi è la colpa se qualcuno domattina scende per strada ed aggredisce anche verbalmente uno solo di questi lavoratori? Di chi? Di chi autorizza forse questi atti incresciosi? E quando a generare queste polemiche tendenziose e inadeguate è il primo cittadino allora si è proprio arrivati alla frutta e tutto diventa ancora più grave.

Quando l’azienda non è interessata più a fare l’azienda e a difendere TUTTI i suoi lavoratori, additando la colpa della propria cattiva gestione a quelli che veramente le mani se le sporcano per lavorare, allora siamo arrivati ad un punto di non ritorno. Nessun lavoratore di ANM è un criminale. Nessuno. Da quelli che sono nelle stazioni, che portano i treni, da quelli che guidano i pullman o che riparano i mezzi, da quelli che fanno le multe o controllano i biglietti, da quelli che sono impegnati nell’operativo a quelli che nelle proprie stanze risolvono i problemi burocratici e amministrativi che ci sono dietro questa grande macchina e senza i quali la macchina non si muoverebbe. Nessun lavoratore ANM è un criminale. Se Napoli non è capitale mondiale del trasporto, come sostiene De Magistris, la colpa non è dei lavoratori ANM: se l’intera città è messa in ginocchio da un trasporto pubblico inefficace e inadeguato la colpa non è dei lavoratori. Se si continua con i proclami, con gli show da salotto, con le misere e becere accuse, con una politica fallimentare che continua a danneggiare aziende e cittadini del nostro territorio allora non si arriverà mai da nessuna parte. Si cerchino i veri colpevoli, si trovino i veri fautori di questo fallimento. Chi sono allora i veri criminali? Il pesce puzza dalla testa, un’idea ce la siamo fatta.

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