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Vince il Sud e la televisione diventa donna.

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Un’operazione affascinante e interessante è quella che da qualche anno sta compiendo la televisione e, soprattutto, la fiction italiana. È già da un po’ di tempo, infatti, che i riflettori cinematografici sono puntati su Napoli, divenuta un set a cielo aperto e descritta come città da sogno, con posti incantevoli che persino noi napoletani non conosciamo a pieno. Con le sue bellezze, il golfo, il Vesuvio, le sue strade particolari ricche di tradizioni e i suoi monumenti pieni d’arte e di storia, Napoli si conferma come città che piace ai registi. Sono oltre mille i film girati negli ultimi cinque anni nel capoluogo campano e così la nostra città sta vivendo una nuova e grande opportunità di crescita e di rinascita. Tante produzioni che da anni sono ambientate nel capoluogo partenopeo: dalla trasposizione televisiva dei romanzi di de Giovanni (i Bastardi di Pizzofalcone, Mina Settembre e il Commissario Ricciardi) all’ “Amica geniale” tratta dai romanzi di Elena Ferrante, ad altre serie tv come “Sirene”, “Vivi e lascia vivere” o a veri e propri capolavori cinematografici coma la “Napoli Velata” di Ferzan Ozpetek. Bellissimi i luoghi scelti e molte anche le ricostruzioni storiche come quella straordinaria di via Toledo a Bagnoli nell’ex sede della Nato, che possiede tutte le caratteristiche per poter diventare una vera e propria cittadella del cinema: uno spazio per i giovani, per la cultura, per i laboratori, l’artigianato e tante altre attività perlopiù connesse al cinema. Ma Napoli non è l’unica città del Sud del nostro stivale ad essere diventata set cinematografico e location di eccellenza per fiction e film, basti pensare a città come Matera, suggestiva ambientazione di film famosi come la “Passione di Cristo” e anche di serie televisive di successo come “Sorelle” o l’indimenticabile ed esilarante “Imma Tataranni, sostituto procuratore”; ed in questa carrellata non può essere dimenticata la Sicilia del commissario Montalbano e la splendida Bari  in cui sono ambientate le storie dell’avvocato Giudo Guerrieri nato dalla penna di Gianrico Carofiglio e recentemente le avventure al femminile del vicequestore Lolita Lobosco. Un Sud, quindi, che “buca lo schermo” e che potremmo definire vincente proprio perché il meridione, con i suoi personaggi, si presta molto bene a raccontare l’Italia nel suo complesso, con le sue mille sfaccettature e, ovviamente, ad affascinare il telespettatore con i suoi luoghi caratteristici dal sapore di altri tempi.

Ma ciò che maggiormente colpisce è che ad essere protagoniste di molte di queste realizzazioni televisive sono proprio tante figure femminili, donne del Sud, donne con la D maiuscola, donne non convenzionali lontane dai classici stereotipi. Sono donne volitive, energiche, in grado di gestire con autorevolezza il mondo maschile che le circonda ma al contempo sono donne che esprimono dolcezza e a volte la loro fragilità. Insomma, le donne in tv oggi sono figure complesse, imperfette e reali, che emergono finalmente nella loro complessità, ma che con il loro essere tutto e il contrario di tutto sono senz’altro uniche. Ne viene fuori che le serie tv di oggi, che siano ambientate nel presente o nel passato, sono uno specchio della nostra società e vogliono farci intendere che forse i tempi stanno cambiando. Emerge, infatti, prepotente la necessità di costruire finalmente una società paritaria nonostante i pregiudizi difficili da sradicare dal pensiero comune. Certo, non saranno delle fiction a cancellare i tanti preconcetti che noi donne siamo costrette a sopportare da millenni, e non sarà la realtà cinematografica a fermare la violenza sulle donne che è purtroppo sempre più parte integrante della nostra cronaca quotidiana. Ma tutto sommato il messaggio lanciato dalla televisione è senz’altro più che positivo, e, quindi, non resta che goderci lo spettacolo.

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