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Igiene ambientale. Tra unità sindacale e futuro della rappresentanza.

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Dal 1° gennaio del 2021 le RSU dell’igiene ambientale sono decadute in tutta Italia. Il loro mandato era già in proroga dal mese di novembre dell’anno precedente quando, a causa dei protocolli di prevenzione del contagio da Covid-19, non era stato possibile tenere le elezioni alla loro scadenza naturale.

Entro il prossimo 30 giugno la Segreteria Nazionale della UilTrasporti, insieme a quelle degli altri Sindacati che stipulano il Contratto Collettivo, dovranno indicare la data delle elezioni. Si dovrà tenere conto della situazione pandemica pur dovendo garantire il rinnovo, nel più breve tempo possibile, di un livello di rappresentanza fondamentale per i lavoratori e per l’intero movimento sindacale.

Manifestazione dei lavoratori dell'igiene ambientale
Manifestazione dei lavoratori dell’igiene ambientale

Fino alle prossime elezioni, la titolarità delle trattative resta esclusivamente in capo alle strutture territoriali dei Sindacati che fino al 1° gennaio di quest’anno avevano esercitato le loro funzioni congiuntamente alle RSU.

Questa situazione ha posto la Segreteria regionale della Campania, al pari di quelle degli altri territori del Paese, di fronte all’esigenza di bilanciare la rappresentanza territoriale e quella aziendale con strumenti inediti, per rafforzare la presenza dell’organizzazione sui luoghi di lavoro e favorire la partecipazione attiva alle trattative delle rappresentanze aziendali.

Analoghe iniziative sono state messe in campo anche da altri Sindacati. Sembrerebbe, quindi, che tutto possa procedere senza particolari scossoni e magari, in qualche realtà, addirittura rafforzando il rapporto tra rappresentanza aziendale e strutture territoriali dei Sindacati.

In realtà, ad appena qualche settimana dall’inizio di questa fase transitoria verso le nuove RSU, cominciano ad apparire alcune contraddizioni. Molti si interrogano sull’articolazione dei tavoli di confronto nelle diverse aziende. Si valuta l’opportunità di partecipare a tavoli in cui siano rappresentate tutte le soggettività che erano presenti nelle decadute RSU, piuttosto che quella di dar vita a tavoli in cui i Sindacati che stipulano il Contratto Collettivo siano separati da altre organizzazioni. Si legge e rilegge il testo del verbale, stipulato alla fine del 2020, con cui le Segreterie Nazionali e le Associazioni delle Imprese hanno definito un percorso di rinnovo della RSU compatibile con l’eccezionalità della pandemia. Si sviluppano ragionamenti che cercano di mantenere in equilibrio la volontà espressa a suo tempo dai lavoratori, eleggendo nelle aziende anche rappresentanti candidati da organizzazioni non stipulanti, con la centralità del ruolo di UilTrasporti, Fp Cgil, Fit Cisl, Fiadel, che stipulano il Contratto Collettivo proprio in virtù della loro maggior rappresentatività a livello nazionale. Si cerca, in breve, di mantenere un equilibrio virtuoso tra democrazia e rappresentatività. Un obiettivo nobile, quindi, perché mosso dall’esigenza di rispettare pienamente la volontà dei lavoratori.

Per la UilTrasporti la rappresentatività dei Sindacati stipulanti non può essere messa in discussione in alcun modo, questo è certo. È altrettanto certo, però, che la sua natura di soggetto che sostiene la democrazia del lavoro le impedisce di cancellare altre soggettività con una operazione tutta burocratica. Immaginare che escludere qualcuno significhi automaticamente rafforzare qualcun altro è pura utopia. È pura utopia immaginare che il consenso tra i lavoratori non nasca dal confronto continuo, da una comunicazione efficace e dalla concretezza dell’azione sindacale. Negare le differenze anziché superarle con l’efficacia di proposte razionali e vantaggiose per i lavoratori, anzi, potrebbe suscitare fenomeni di rigetto per una rappresentanza che molti potrebbero addirittura considerare imposta, calata dall’alto. Quasi un assist per gli attacchi, spesso strumentali e costruiti su pregiudizi populisti, che potrebbero arrivare dal mondo del sindacalismo autonomo.

Al di là della composizione dei tavoli di confronto, quindi, resta sul tavolo una sfida ben più ampia. Per chi è distante dalla logica dei matrimoni d’interesse, conta su quali contenuti si costruisce anche a livello territoriale l’unità dei Sindacati stipulanti, su quali effettivi vincoli di lealtà e di solidarietà, sulla condivisione di strategie che mettono i lavoratori prima degli interessi di organizzazione.

Sui territori dell’area metropolitana questa unità a volte è venuta meno, con iniziative estemporanee di questo o quel Sindacato, con azioni unilaterali e con alleanze parziali che di volta in volta includono o escludono anche le Organizzazioni che a livello nazionale stipulano il Contratto Collettivo. È successo persino in Asia Napoli, dove le strategie ed i tatticismi del passato sono state duramente giudicato da tanti lavoratori che hanno affidato la loro rappresentanza al sindacalismo autonomo. Proprio da quell’azienda bisognerà ripartire per costruire un’unità sindacale vera, costruita sui contenuti e non sulle convenienze del momento. La UilTrasporti porrà una sola pregiudiziale. Che al centro di ogni strategia comune ci siano le stesse priorità della nostra organizzazione: i lavoratori, i loro interessi, le loro aspettative.

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